Pascal Barat

Pascal Barat

A lungo Direttore Artistico nelle riviste, Pascal Barat é cresciuto in mezzo alle cornici, ai cavalletti e alle volute di olio di lino. Pittori sua madre e suo padre non lasciano molto spazio all’espressione artistica del figlio. Così é stato necessario che Pascal si allontanasse dai suoi genitori artisti per potersi aprire. Nei primi anni 2000, il D.A. si perde nei suoi modelli allontanandosi da un mestiere che non riconosce più. Fu allora che decise di tornare al suo primo amore. La pittura. Colpito molto giovane dall’opera di Hantaï, "all'età di 17 anni, sono andato in treno e in bici con un amico vicino a Fontainebleau per vederlo all’uscita del suo studio”, il suo lavoro, costituito prevalentemente di pieghe, lo influenza: "La sua pittura mi ha sempre sconvolto ....".

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Dopo aver letto un libro sul suo "maestro", Pascal Barat contatta un’ universitaria per invitarla ad una sua mostra. A lei piace la sua tecnica e lo incoraggia a continuare. Terra, sabbia, ghiaia, argilla color ocra ... la sua pittura diventa molto minerale e lo scalpello a volte sostituisce persino la spazzola ed il pennello. Un lavoro che declina anche nella scultura con totem sorprendenti. L'artista di Marly affina e afferma la sua arte e vede il suo lavoro riconosciuito dalla critica. Nel 2004 vince il premio “Signatures”; espone, come permanente” all’Artothèque di St. Cloud. "Ispirandosi alla pietra, influenzato dal muro, dalla parete rocciosa o anche dall’asfalto, Pascal Barat lavora la materia prima sulla tela, carta o legno. Costruisce i suoi pezzi con minerali e pigmenti naturali. Essiccati, macinati e setacciati, questi ultimi sono amalgamati e quindi applicati al tampone e al coltello ", ha scritto Maria Cordier Levy, Dottore in Storia dell'Arte, che sottolinea "un’opera prudente, versatile e controllata " di quest’ “artista aereo”.

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