François Mattei

François Mattei

Il mio scopo attuale é di dare vita al « vuoto » che separa gli occhi dall’oggetto che vediamo, questo intermezzo di materia impercettibile, questo epsilon in continua mutazione, capriccioso: una nuvola di fumo lo occupa, lo scurisce ... e ... l’ambiente cambia.
Se questo spazio é il vettore principale dell’ispirazione, il mio interesse si concentra sulla possibilità di materializzare questo attore virtuale. Per rendere palpabile questo miraggio, ho deciso di sviluppare una tecnica basata sul simulacro il cui ruolo non é di rappresentare l’atmosfera, ma di incarnare l’aria che ci circonda. Ho chiamato questo procedimento “l’attore fluido” perché la sua presenza é tanto reale quanto l’attore che interpreta il suo ruolo.
Nel ruolo dunque di regista di questa commedia, io metto in scena, attraverso ognuna delle mie tele, un ambiente che sarà il teatro dell’apparizione di questa presenza incarnata.

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Cosi’, integrato in un decoro di carta, nella rappresentazione di un palazzo che sta per collassare, l’attore fluido si materializza in vere e proprie cattedrali di fumo e di polvere. Allo stesso modo, quando presento una scena « miserabile » composta di un personaggio disteso e avvolto in un vecchio cappotto, l’attore fluido si trasforma in un’atmosfera melanconica che inonda tutto attorno a sé.
In tal modo sottolineo con questo procedimento la vera presenza dello spazio, relegando la materialità del decoro al semplice ruolo di “spalla” per una replica ben aggiustata.

François Mattei